giovedì, ottobre 22, 2009

Il dottor G è stato il medico della mia famiglia per, credo, una ventina d'anni. Medico militare, collega di papà, era un meridionale sornione, ironico e con un cuore grande così. Fu fondamentale nella mia vita, a partire dal dicembre 1967, sei  mesi prima che io nascessi, quando la mamma subì una minaccia di aborto. Era la sera di Santa Lucia, il dottor G era ad una cena di medici. Raggiunto grazie ad una serie di telefonate, non era ancora tempo di telefonini, mollò immantinente la cena e corse a casa dei miei. Fece aprire la farmacia sotto casa all'una di notte, si procurò i medicinali adatti, e stette accanto alla mamma tutta la notte.

All'alba del mattino dopo la minaccia d'aborto era scongiurata. Fu anche l'unico a prevedere, con precisione stupefacente e diversamente dal parere di altri medici, che sarei nata il 20 giugno e non ai primi di luglio.

Oggi raccontavo questo episodio, uno dei tanti della storia della mia famiglia in cui entra la figura di questo medico, che chiamava mia madre "signò" e che la definiva"miezza miedica" al figlio, incontrato per caso per lavoro. Pare che non sia stato così importante solo per noi, e la cosa non mi stupisce affatto.

Ciao, dottor G. Ovunque tu sia, sono certa che ti stia bevendo l'ennesimo caffè e fumando l'ennesima sigaretta con la mamma e papà.

pensieri dall'anima di Sabrina ore 22:48 | Permalink | link |popup commenti categoria:appunti di viaggio, mi ritorna in mente, pagine personali
lunedì, ottobre 05, 2009

...anche all'Oktoberfest!

Oktoberfest 2009 029

[in realtà questa foto è stata scattata all'EnglisCher Garten]

pensieri dall'anima di Sabrina ore 18:09 | Permalink | link |popup commenti (5)categoria:foto, la rivincita delle bionde
mercoledì, settembre 30, 2009
La sera del 6 maggio 1976, è noto ai più, una terribile scossa di terremoto devastò buona parte del Friuli. Fra i molti che lavorarono ai soccorsi, e in seguito alla ricostruzione, affiancando l'allora commissario straordinario del Governo, Zamberletti, c'era mio padre, all'epoca Maggiore di artiglieria. Lavorò per mesi il giorno e la notte, senza risparmiarsi. Ricordo certe sere, quando ci raggiungeva in tenda (seppur fortunati anche noi eravamo vittime del terremoto). Ricordo bene la stanchezza ed i racconti delle sue giornate.

Trentanni dopo. Mio fratello Gianpiero è uno dei tecnici che lavora giorno e notte, senza risparmiarsi, alla costruzione delle case che, per la prima volta in occasione di un terremoto, permetteranno a tanta gente di non passare l'inverno in tende o container. Racconta poco, episodi divertenti che rendono la dimensione umana a chi si trova attualmente sotto i riflettori. Di certo per lui è un'esperienza lavorativa, ma lo è sicuramente e anche di più dal punto di vista umano.

Sono orgogliosa di quello che sta facendo. Lo sarebbe anche papà.
pensieri dall'anima di Sabrina ore 00:18 | Permalink | link |popup commenti categoria:abruzzo, vita col padre, 6 maggio 1976
lunedì, settembre 28, 2009

Insieme, la vita lo sai bene
ti viene come viene, ma brucia nelle vene e viverla insieme
è un brivido è una cura
serenità e paura
coraggio ed avventura,
da vivere insieme, insieme, insieme, insieme … a te.
(Che rumore fa la felicità - Negrita)

pensieri dall'anima di Sabrina ore 12:49 | Permalink | link |popup commenti categoria:foto, la rivincita delle bionde
martedì, settembre 22, 2009

...la modalità rullo non vale solo per il lavoro.

Attenzione, sono bionda e morbida ma non cretina...è pericolosissimo sfrugugliare perchè difficilmente si riesce a tenermi testa dialetticamente...io con le parole, anche con quelle, ci lavoro, e sono eccezionale nel fulminare l'avversario quando mi ci metto. Con tono gelido ed educato, ma anche con veemenza se necessario.

Se e quando taccio lo faccio perchè non ho tempo o voglia o energia, chè io non vengo pagata dalle tasse degli altri, io lo stipendio me lo devo guadagnare facendo 800 km alla settimana, non stando seduta alla scrivania, pagata dai contribuenti e senza nessuno che controlli veramente il mio operato.

E' molto pericoloso pungermi sul vivo senza argomentazioni più che valide. Perchè non transigo sui miei valori, sulla famiglia e le persone che amo. E' molto pericoloso farsi i fatti miei anche con l'aura della preoccupazione amicale. NELLA MIA VITA ENTRA CHI VOGLIO IO, idem dicasi per i fatti miei.

E' estremamente pericoloso cercare di darmi delle lezioncine di  morale, non le ho  mai accettate nè mai lo farò, soprattutto da certa gente.

Risulto presuntuosa?  ME NE FREGO!

pensieri dall'anima di Sabrina ore 18:37 | Permalink | link |popup commenti categoria:comunicazioni di servizio, pagine personali, chissenefrega
lunedì, settembre 21, 2009

...cosa vieppiù evidente in questi giorni, e visto che non voglio mi si confonda con certa gente, applicherò l'aurea massima di Gatta:

NON SI PARLA CON LA SERVITU'...

pensieri dall'anima di Sabrina ore 06:51 | Permalink | link |popup commenti (1)categoria:comunicazioni di servizio
domenica, settembre 20, 2009

...leggere certe difese a spada tratta di chi insulta dei ragazzi morti nell'adempimento del proprio dovere definendoli delle "merde fasciste" mi fa venire l'orticaria. Leggere che non meriterebbero i funerali di Stato, loro che a questo Stato hanno prestato un giuramento di fedeltà, loro che questo Stato sono andati a rappresentarlo all'estero, e non nelle ambasciate, ma PER STRADA AD AIUTARE LA GENTE, mi fa venire il cimurro.

Leggere che i nostri ragazzi, morti saltati in aria e finiti a colpi di pistola sarebbero dei mercenari, e che i TERRORISTI kamikaze che li hanno ammazzanti provocando anche una strage di civili afghani, sarebbero dei combattenti per la libertà, dà la misura di quanta ignoranza e malafede ci siano in certe anime belle incapaci di vedere al di là del proprio naso o della pappardella ammanita loro dal partito. Gente che le divise le brucerebbe, gente che le divise e chi le indossa non le ha mai davvero viste da vicino, ma ne parla. Gente che si riempie la bocca, storpiandolo, con l'art.11 della Costituzione, citandolo ad michiam. Gente che non merita rispetto e nemmeno pena, non avendone per chi è morto cercando di riportare stabilità in paesi dove la democrazia non è mai esistita e non c'è nemmeno la libertà di sparare le colossali cazzate che sparano loro!

E pensare che ci sono altri ragazzi, giovani e perciò influenzabili, che si bevono tutte queste bestialità, mi preoccupa ancora di più. Detesto ignoranza e malafede. Andate a lavorare, andate con i vostri Gini Strada ad aiutare la gente, invece di sparare cazzate.

E lasciate riposare in pace i nostri ragazzi morti in terra straniera per difendere ideali dei quali voi non siete minimamente degni.

E chi pensa che io stia facendo della retorica moralista, si accodi pure alla lunga fila degli ignoranti in marcia verso il sole dell'avvenire. Ma per piacere!

VERGOGNATEVI!

pensieri dall'anima di Sabrina ore 09:18 | Permalink | link |popup commenti (4)categoria:comunicazioni di servizio, edizione straordinaria, vergognatevi
venerdì, settembre 18, 2009
Mia mamma era morta da qualche giorno, il dolore più lacerante e devastante dei miei, allora, 31 anni di vita. In qualche modo ce l’avevo con lei, ricordo i sogni in cui la vedevo tornare, coi capelli raccolti a crocchia e il suo tailleur chanel bianco e nero. Diceva che avremmo dovuto tornarle i gioielli che mio padre, qualche giorno o forse ora dopo la sua morte aveva imposto a me ed a mia sorella di dividerci. Non era cattiveria, la sua, ma l’ansia di togliersi di torno tutti quei segni che la riportavano a lui. Come i vestiti, di fretta regalati a un’amica di famiglia perché se ne occupasse lei. In qualche modo ce l’avevo, e ce l’ho ancora con me, per quella telefonata non fatta ( stranamente la stessa che feci otto anni dopo a mio papà e che non ha salvato nemmeno la sua di vita, delirio di onnipotenza!).
Quando vivi una grande famiglia come la mia, senza grandi scossoni che non fossero i frequenti allarmi per la salute ballerina di mamma, essere sbattuto di colpo dentro il dramma di una morte improvvisa lascia sgomenti e basiti. Senza quelle parole che, pure, hai sempre avuto.
Mia mamma era morta da qualche giorno, rientravo da lavoro in una sera autunnale fredda e buia. Passai davanti al cimitero come facevo ogni sera, un rituale che un po’ mi sapeva di saluto, quasi come se invece che averci lasciato per sempre, mamma avesse solo cambiato casa. Quella sera però il dolore era più forte, la stanchezza e la preoccupazione più intense. Ero comunque rimasta sola con mio padre, lacerato dalla perdita della compagna di una vita, con mio fratello e con il mio matrimonio da preparare nei mesi seguenti. E senza, apparentemente, la forza per farlo; in più mi sentivo addosso una pesante eredità morale, quasi toccasse a me mantenere unita la famiglia non essendoci più lei. Nessuno mi aveva investita di tale ruolo, ma sapevo, e sarebbe risultato più evidente con il passare del tempo, che in fondo era questo che mio papà si aspettava da me. Ed io tenevo talmente tanto alla sua approvazione che mi parve normale assumermi quel ruolo.
Accostai la macchina al cancello chiuso del cimitero e spensi il motore. Nel buio brillavano le luci votive, lasciando intravvedere le lapidi e i fiori.
Un moto di rabbia mi prese. “Ora entro” pensai” e la riporto a casa!”. In un attimo il dolore prese il sopravvento sulla rabbia, incrociai le braccia sul volante in un gesto che avrei spesso ripetuto negli anni, e piansi con tutto il dolore e tutta la disperazione che, nel momento in cui avevo realizzato l’impossibilità e la follia del mio ‘piano’, mi avevano assalita e sopraffatta.
Lei non sarebbe tornata
pensieri dall'anima di Sabrina ore 20:41 | Permalink | link |popup commenti categoria:
giovedì, settembre 17, 2009

Silenzio, per piacere

Antonio Fortunato di Potenza, Matteo Mureddu, di Oristano, Davide Ricchiuto, nativo di Glarus (Svizzera), Roberto Valente, di Napoli, Gian Domenico Pistonami, di Orvieto, Massimiliano Randino, di Salerno.

pensieri dall'anima di Sabrina ore 23:06 | Permalink | link |popup commenti (2)categoria:pagine personali
lunedì, settembre 14, 2009

...ed io ancora non riesco a trovare le parole. L'unico conforto che ho, in tutto questo dolore, è che ora tu sia con la mamma.

Sento ancora la tua mano nella mia, papà.

pensieri dall'anima di Sabrina ore 22:58 | Permalink | link |popup commenti categoria:vita col padre